È un documentario, ma assomiglia di più a un film-saggio, a una riflessione (fatta con la macchina da presa e non con carta e penna) su alcuni dei grandi temi con cui deve confrontarsi la nostra società, dal significato delle parole «colpa» e «innocenza» all'uso distorto delle immagini. Al centro del film c'è la storia, vera, di Arnold e Jesse Friedman, padre e figlio, rispettati membri di una piccola comunità di Long Island che negli anni Ottanta sono stati condannati per stupro e pedofilia: il primo si è suicidato in prigione, il secondo è stato rilasciato nel 2001. Ma nelle interviste e nelle inchieste condotte da Jarecki, la verità (celebrata al processo) non è più così evidente perché isteria collettiva, repressione sessuale e condizionamenti puritani si mescolano inestricabilmente. Per non parlare dei filmini amatoriali girati dagli stessi Friedman che rivelano una voglia di protagonismo e una «dipendenza» dal potere delle immagini (ricordate Warhol e la profezia sui pochi minuti di popolarità assicurata a tutti?) che trasformano la tragedia in farsa e viceversa. E che il cinema, questo cinema, cerca di raccontare con tutta la correttezza di cui è capace.Benvenuto!
Questo blog è una raccolta di film a tematica lesbica, gay, bisessuale, transessuale (queer) nata il 28 novembre 2012 con lo scopo di condividere e far conoscere proprio questi contenuti, contenuti che in Italia vengono raramente trasmessi nella sale cinematografiche, vuoi per motivi di distribuzione, vuoi per scelte "etiche"...
Questo è il motivo per cui, la maggior parte dei film, in genere i più interessanti, è sottotitolata in italiano.
La cineteca è in continuo aggiornamento, per il momento ci sono circa 700 film, ma ce ne saranno di nuovi a breve, stiamo lavorando per te.
Se il blog ti piace, mettilo tra i preferiti e, se ti va, consiglialo ai tuoi amici...

Se non riesci a vedere i film correttamente è perché devi cambiare i file DNS.
Nulla di complicato, se non sei pratico chiedi aiuto ai moderatori, puoi trovarli, in genere, dopo cena.
Perché dovrei cambiare i DNS?
Non è una nostra imposizione, anche noi ne faremmo volentieri a meno, ma purtroppo, l'Italia, ed altri paesi della comunità europea, impongono blocchi alla rete attraverso i DNS dei provider che limitano o (come nel nostro caso) inibiscono del tutto l'utilizzo di certi siti da parte degli utenti.
I blocchi sono solitamente spacciati come misure a tutela del consumatore, ma in realtà si tratta spesso di provvedimenti protezionistici volti a tutelare gli interessi di pochi.
Dopo una denuncia di Medusa film, il tribunale di Roma, ha disposto l'oscuramento di VK (il famoso social network russo) e di altri siti di streaming gratuito che permettevano la visione dei film nel nostro blog ed in tantissimi altri.
Per aggirare questo problema sarà sufficiente cambiare il dominio nella barra degli indirizzi con un ".ru" al posto del ".it" e riavviare. (Qual'ora cambiare il dominio non risolvesse il problema sarà meglio, facendo vari tentativi, cambiarlo con un'altro, europeo fino a trovare quello che ci permetterà la visione.)
http://italianqueermoovies.blogspot.ru/ <--- in questo modo
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Scheda:
Una Storia americana
È un documentario, ma assomiglia di più a un film-saggio, a una riflessione (fatta con la macchina da presa e non con carta e penna) su alcuni dei grandi temi con cui deve confrontarsi la nostra società, dal significato delle parole «colpa» e «innocenza» all'uso distorto delle immagini. Al centro del film c'è la storia, vera, di Arnold e Jesse Friedman, padre e figlio, rispettati membri di una piccola comunità di Long Island che negli anni Ottanta sono stati condannati per stupro e pedofilia: il primo si è suicidato in prigione, il secondo è stato rilasciato nel 2001. Ma nelle interviste e nelle inchieste condotte da Jarecki, la verità (celebrata al processo) non è più così evidente perché isteria collettiva, repressione sessuale e condizionamenti puritani si mescolano inestricabilmente. Per non parlare dei filmini amatoriali girati dagli stessi Friedman che rivelano una voglia di protagonismo e una «dipendenza» dal potere delle immagini (ricordate Warhol e la profezia sui pochi minuti di popolarità assicurata a tutti?) che trasformano la tragedia in farsa e viceversa. E che il cinema, questo cinema, cerca di raccontare con tutta la correttezza di cui è capace.
